Faccio riferimento, in particolar modo all'ultima parola "tatr", nel primo caso e "papr" nel secondo.  Ma mi sembra ci siano ancora altre differenze di lettura del testo. Se prendiamo in esame la prima ipotesi, la traduzione di questa epigrafe potrebbe essere la seguente: "Confine della proprietà della famiglia Papr(sina) che si trova entro i confini della cinta muraria della città di Fiesole", Mentre nella seconda ipotesi riferita al secondo linguista sarebbe la seguente: "Confine della città e pomerio privato/Fiesole/Vu(lca) Pap(senna)". Non mi sembrano differenze da poco fra la prima e la seconda traduzione. Ma veniamo all'analisi filologica del cippo.  Nelle prime due parole "tular spural" i due linguisti sono d'accordo, le due parole significano "confini della città". In questo caso il nome città è intesa come entità politica (quello che per noi oggi potrebbe essere il "comune"). Da distinguere da "rasn(al)" che pure ha significato "della città", ma intesa come stato, cioè come "città-stato". Un'altra divergenza nella lettura del testo riguarda la parola "puratum", nel primo caso, e "purapum" nel secondo caso. Non è cosa da poco poiché in nei due casi si è letta una "t" al posto di una "p" o viceversa. Ne deriva che il significato delle due parole, ovvero la traduzione, è diversa. Nel primo caso "hil puratum" verrebbe tradotto con "case cinte da mura" o "mura al cui interno ci sono case"; nel secondo caso, invece, "hil purapum" verrebbe tradotto con "pomerio privato" ("pomerio" della città era lo spazio di terreno sacro lungo le mura, all'interno e all'esterno,  nel quale non era lecito fabbricare né coltivare, ed era segnato da cippi confinari). Poi la parola "vipls". Anche qui non ci sono incertezze nei due studiosi, ma credo che ciò sia riconosciuto universalmente: "VIPSL" o "VISL" significava FIESOLE. Quindi i nostri antichi antenati etruschi dicevano "visl" o "visul", per indicare il nome della loro città che poi è diventato FIESOLE. Ovviamente anche la traduzione dell'ultima riga del cippo sarà diversa se leggo la parola "papr" o "tatr". Nel primo caso avremo il nome di una persona equivalente a Pap(senna), nel secondo caso sembra ancora più enigmatica.

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